Ora più che mai la Telemedicina può avere un ruolo fondamentale per agevolare la comunicazione fra i vari “mondi” della Medicina e i suoi attori principali, aiutando i pazienti nel migliorare e velocizzare la prevenzione, la diagnostica e le terapie con maggiore confronto, migliore scambio di conoscenze e precisione delle cure.

Appare davvero utile il dibattito di questo livello voluto e organizzato da Kos Academy: tre giorni, il 27 e 31 marzo e 1 aprile 2021 dedicati a “Reti di Cura e prospettive di sviluppo della Telemedicina. Al centro sempre la Persona”. E’ infatti apparso chiaramente, negli interventi di tutti gli illustri relatori on line, la convergenza di un consenso sempre più ampio verso la necessità, ormai improcrastinabile, di uniformare il sistema di comunicazione e trasmissione dei dati. A partire da una piattaforma che, gestita o meno dal SSn (ma senza l’apporto del sistema ospedaliero pubblico è più difficile) può avere:

  1. a) la caratteristica pubblica – novello internet riservato alla Salute – di avviare una rete per televisite, teleconsulti, confronto medico/scientifico allargato, ecc ecc.
  2. b) la caratteristica più riservata per garantire la privacy – novello intranet – per specializzazioni mediche, ricerche e scambi fra strutture e personalizzazioni delle cure.

Su questo ambizioso progetto, affinchè diventi realizzabile, visto che se ne parla da anni ma tecnicamente e tecnologicamente è ancora utopia (anche perché servirebbe una formazione base per tutti gli attori del Ssn) la Telemedicina può e dev’essere, soprattutto accelerando per l’emergenza Covid, la chiave per avviare tutto il processo. E cambiare nel giro di qualche anno, l’intero mondo della Sanità.

Intanto, quando si entra in un ospedale, bisognerebbe sempre chiedere prima se sono garantite le informazioni e le comunicazioni attraverso il collegamento digitale, ossia l’utilizzo della Telemedicina. Telemedicina implica infatti anzitutto una digitalizzazione avanzata delle informazioni. Non si può più – è stato detto – ricevere un dischetto da un ospedale che nessuno è in grado di leggere, né il proprio medico di base né un altro ospedale…

La sfida lanciata da Kos Academy è dunque epocale. Riguarda la massima condivisione immediata delle informazioni medico scientifiche. Va oltre il problema tecnologico. Vuole introdurre il concetto base di investire nell’innovazione per uniformare le reti, formando nuove professioni e rendendo quelle classiche più “digitalizzate”, pronte al collegamento on line “salvavita”. Ciò è in linea con le esigenze contingenti di affrontare una pandemia, per esempio. Ciò riconosce l’esperienza ed i modelli di un know how già in essere che contraddistingue le eccellenze italiane in sanità. Altresì riconosce e valorizza i diritti degli utenti (portatori di bisogni come partecipanti attivi) e gli standard di servizio che a tale innovazione danno gambe e corpo.

Infine, eleva a questione culturale il problema di competenza professionale, che grazie alla Telemedicina come primo approccio, apre all’era digitale di un nuovo confronto attivo e continuo, a tutta una serie di scambi di saperi, tesi a migliorare l’interfaccia fra medico e paziente.

 In particolare velocizza e semplifica le tre fasi, insieme, che sovraintendono alla nostra salute: prevenzione, diagnostica, terapia.

 

Luca Guazzati

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