Ad Ancona arrivano le CAR-T che avrebbero potuto contribuire tanto alla cura della malattia di Lorenzo Farinelli, giovane medico anconitano affetto da Linfoma non-Hodgkin, scomparso prematuramente nel 2019. Lorenzo, però, “ha lasciato un grande segno e questo segno sarà in tutte le persone che riusciremo a salvare”. Queste le parole del Direttore degli Ospedali Riuniti di Ancona, Michele Caporossi, alla conferenza stampa voluta dall’assessore alla Sanità della Regione Marche Filippo Saltamartini, sull’avvio della terapia CAR-T-cell nelle Marche, una delle tre regioni in Italia in cui questa costosa cura è divenuta realtà. La terapia consiste nell’utilizzare “le cellule immunitarie del paziente, che vengono prelevate e sottoposte a una procedura di ingenierizzazione, in modo tale che nel loro DNA venga inserito un gene che riesce a far esprimere sulla superficie di queste cellule una sorta di ancora, un ricettore che le guida sulla cellula tumorale. Contemporaneamente viene inserito un altro gene che a contatto con la cellula tumorale potrà uccidere il bersaglio tumorale”, spiega il professor Attilio Olivieri, primario del Reparto di Ematologia degli Ospedali Riuniti. “Con le CAR-T la probabilità di guarigione completa nei pazienti passa dal 5 al 50%, un grande passo avanti che consente di salvare metà dei pazienti che prima non riuscivano”, aggiunge Guido Gini, specialista Ematologo degli Ospedali Riuniti di Ancona.

Oggi la possibilità di curare attraverso le CAR-T viene data ad Ancona, alla clinica di Ematologia dove Lorenzo è stato curato e seguito “con professionalità e amore” per la presidente della Fondazione Lorenzo Farinelli, Amalia Dusmet, mamma del medico scomparso. L’impegno della Fondazione, infatti, è iniziato lo scorso anno, donando una Borsa di Studio sulla ricerca scientifica proprio agli Ospedali Riuniti, per curare tutti quei giovani affetti da Linfoma non-Hodgkin. Nei prossimi anni, la terapia potrebbe essere allargata ad altri tumori, come il Mieloma multiplo e successivamente ai tumori solidi.

 “Sono trascorsi otto mesi dal mio insediamento – ha detto l’assessore SALTAMARTINI – e siamo qui, oggi, a parlare di un progetto veramente importante. Questa è una delle prime iniziative a livello nazionale e l’orgoglio che sia il reparto di Ematologia di Torrette a promuoverla è veramente tanto. Tre sono i nostri obiettivi e riguardano la cura delle malattie oncologiche, cardiovascolari e neurologiche e con la caratura dei nostri medici potremmo porci sempre maggiori obiettivi da raggiungere. Certe malattie possono e devono essere curate anche ad Ancona, ultimamente abbiamo intensificato i rapporti con il prof. Silvestri dell’Università di Atlanta e ne rinsalderemo anche altri portando nelle Marche esperti nazionali ed internazionali. Con l’aiuto delle fondazioni, in questo caso della Fondazione Farinelli, possiamo moltiplicare i nostri sforzi in questa battaglia”. Un grande passo per le Marche con la Clinica Ematologica di Torrette-Ancona, per rendere la cura dei linfomi sempre più possibile.

 

di Alice Preziosi

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