Con il patrocinio del Ministero della Salute, il webinar del 25 giugno 2021 “RSA del futuro, un modello made in Italy”, ha evidenziato quanto lavoro c’è ancora da fare per migliorare ruolo e potenzialità di strutture che non devono e non possono essere solo considerate luoghi–terminal per gli anziani. Frequentatissima la diretta facebook fra ascoltatori e commenti poi letti durante i vari interventi. La tavola rotonda ha visto dibattere nuove progettualità, direzioni cliniche e programmi, come quelli previsti dal PNRR, che saranno a breve possibili dopo gli esiti di analisi e studi fatti in un periodo – come quello della pandemia – che ha visto colpire in primis la popolazione anziana. La Commissione per la Riforma dell’Assistenza per gli Anziani presieduta da mons. Vincenzo Paglia con il segretario prof. Leonardo Palombi, ha, in questo, un fondamentale compito: “disegnare” un continuum assistenziale che declini il “prendersi cura” della persona con la indubbia necessità di maggiore ospedalizzazione delle strutture, e coinvolgimento del territorio. In questo si sono spesi illustri relatori, con dati e riflessioni di grande spessore scientifico ma anche di interesse giornalistico per noi di Senzaetà che siamo attenti a proposte, ipotesi e provocazioni. Dall’Agenas di Alice Borghini, al responsabile di Aiop-Rsa e Ad di Koscare Enrico Brizioli. Dal presidente Anaste Sebastiano Capurso al presidente AIP Marco Trabucchi. All’ISS, nella persona del direttore Graziano Onder, che nelle conclusioni ha ricordato che in Italia abbiamo 3400 strutture che servono 280mila utenti, appena il 2% della popolazione ultrasessantacinquenne! Poco rispetto all’oltre 5% della Francia e della Germania…

Certamente le Rsa del Futuro vanno rivisitate, organizzate, digitalizzate e messe in rete (come del resto tutto il SSN), va migliorata la Qualità dell’Assisstenza e del personale tutto; aumentate le procedure di monitoraggio e la ricerca scientifica a partire dalla sperimentazione sui campioni di età. Ma è anche altrettanto vero che noi in Italia, con il livello che sappiamo esprimere nelle cure e nell’assistenza, esprimiamo un modello di Rsa che altri ci invidiano, un know how di tutto rispetto.

Così il webinar – grazie a molte ambasciate e consolati che si sono connessi – ha avuto rilevanza internazionale, poiché in molti Paesi del mondo, si conosce a malapena il modello casa di riposo, mentre il know how italiano è già arrivato a concepire la Residenza Sanitaria Assistenziale del futuro grazie a Ricerca, Innovazione e Tecnologia. Con l’invecchiamento esponenziale e veloce della popolazione (l’Italia è uno dei Paesi emblema a livello planetario, insieme forse solamente al Giappone) la “messa a punto” della struttura Rsa è infatti un’esigenza molto sentita. Ci si domanda, dopo la pandemia: questa struttura dev’essere più “ospedalizzata”, specializzata in senso medico, oppure “personalizzata” per migliorare l’ambiente e l’ospitalità?

Il network Senzaetà pubblicherà prossimamente uno Speciale dedicato alle RSa del futuro, dando seguito a questo dibattito, iniziato con le istituzioni ma che prosegue dando la parola ad aziende, società ed enti che producono servizi, devices ausili e dispositivi medici che possono rivoluzionare la vita dell’anziano. Dando senso a quella Silver Economy che avanza e vede il modello Rsa come modello made in Italy da esportare

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