In occasione della “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari”, l’Emilia-Romagna dà supporto ai medici e infermieri che lavorano nelle strutture sanitarie, elargendo corsi di formazione ad hoc e un supporto psicologico personalizzato per aiutare gli operatori sanitari vittime di aggressioni fisiche o verbali sul luogo di lavoro a vincere lo stress e a superare il trauma vissuto.

La Regione organizza corsi specifici, che coinvolgono psicologi e altre figure professionali affini, che possano insegnare al personale sanitario le tecniche di “descaling”, ovvero a relazionarsi in maniera corretta ed appropriata al paziente preso in carico, al fine di evitare il sorgere di situazioni “conflittuali” che potrebbero scatenare comportamenti all’insegna dell’aggressività.

Le iniziative di sensibilizzazione si terranno sabato 12 marzo. La strategia regionale di contrasto a questo fenomeno – che travalica naturalmente i confini regionali –  è delineata chiaramente nelle “Linee di indirizzo per la prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori dei servizi sanitari e socio-sanitari”, un documento adottato nel 2020 dall’Assessorato regionale alle Politiche per la salute e che sarà ulteriormente potenziato nei prossimi anni nell’ambito del Piano regionale della prevenzione 2021-2025, licenziato nelle settimane scorse dalla Giunta regionale. È allo studio, sempre nell’ambito del Piano 2021-2025, un progetto-pilota finalizzato alla creazione in ogni Ausl di uno sportello e/o ambulatorio in grado di offrire un supporto psicologico e cure adeguate agli operatori sanitari vittime di aggressioni sul luogo di lavoro. Un progetto inserito in più ampio piano di interventi sulla prevenzione dello stress negli ambienti di lavoro.

“La sicurezza e la serenità di chi lavora nelle strutture sanitarie- sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini– sempre e a maggior ragione in un periodo così complesso e difficile come quello che stiamo vivendo, devono andare di pari passo con l’obiettivo di tutelare la salute di tutti. Il personale sanitario ha dimostrato durante la pandemia, e lo dimostra ogni giorno, grande spirito di abnegazione, professionalità e impegno. Quindi è incredibile che venga aggredito, anziché essere ringraziato”.

 

di Alice Preziosi

 

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