“Praticare sport in età scolastica senza per questo abbassare i risultati nello studio si può, anzi si deve”. E’ quanto affermano gli esperti dell’Istituto per la salute dell’infanzia e dell’adolescenza del Bambino Gesù, riportato nell’ultimo numero del magazine dell’ospedale pediatrico. Gli esperti asseriscono che “Il ruolo dello sport in età pediatrica favorisce un maggior livello di attenzione e un minor assenteismo scolastico. Attività sportive adeguate ad età e condizione fisica aiutano bambini e ragazzi a sfuggire ai rischi della sedentarietà e sono un valido supporto per contrastare le conseguenze di patologie come asma, cardiopatie congenite, ipertensione arteriosa e disabilità motorie”. Tanti gli argomenti trattati, a cominciare da come riparare alla sedentarietà conseguenza dei due anni segnati dalla pandemia; a quale età si può iniziare l’attività sportiva; gli sporti adeguati ai ragazzi con patologie speciali o portatori di disabilità; tipologie di sport che fanno bene per non aggravare determinate patologie, poi la raccomandazione di fare attività sportiva per ragazzi con obesità. Ma soprattutto gli esperti del Bambino Gesù eliminano ogni dubbio sul fatto che “non solo lo sport non rappresenta un ostacolo al percorso scolastico, ma contribuisce a supportarlo. Aiuta lo sviluppo cognitivo, sociale e affettivo dei giovani e favorisce un maggior livello di attenzione e un minore assenteismo a livello scolastico. I giovani atleti hanno anche in genere una maggiore autostima rispetto ai coetanei sedentari. E alcuni studi dimostrano addirittura un miglioramento del rendimento scolastico in relazione all’aumento dell’attività sportiva”.

(Fonte Ufficio Stampa OPBG)

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