‘«Vogliamo dire basta a ogni forma di violenza contro le donne. Come professionisti sanitari abbiamo il dovere di applicare una medicina attenta al genere, il cui obiettivo è perseguire quotidianamente il benessere e la tutela della salute di ogni persona, segnalando abusi o discriminazioni, aiutando e incoraggiando le vittime a denunciare, e sostenere una cultura
della non-violenza”.

Con queste parole, Teresa Calandra, Presidente della Federazione degli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione (Tsrm e Pstrp) ha commentato la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, in occasione del Consiglio Nazionale che si svolge a Roma alla presenza di 61 presidenti di Ordine di tutta Italia, in rappresentanza dei 220 mila iscritti agli albi ed elenchi speciali.

”Si calcola – si legge nella nota della Federazione – che la maggioranza dei professionisti sanitari, circa il 65% (141.950), sia di sesso femminile; un dato rilevante, se si pensa che nel 72,4% dei casi a subire le aggressioni in sanità sono proprio le donne come evidenziato all’interno del “ Rapporto Inail di ottobre 2020, una parte del quale è dedicata su alle aggressioni lavorative nella sanità e assistenza sociale ”.

Durante l’iniziativa è stato riprodotto un filmato per ricordare tutte le donne vittime di violenza, che secondo gli ultimi dati ISTAT sono ancora troppe. ”L’intento della Federazione – continua la nota – è di contrastare la violenza contro le donne e sviluppare all’interno delle professioni sanitarie una particolare sensibilità verso l’equità tra generi, emarginando ogni tipo di discriminazione, e prevenendo ogni forma di abuso, in difesa dei diritti e della sicurezza delle donne”.

”La violenza di genere – ha sottolineato la Presidente Calandra – non ha nulla a che fare con l’impulso sessuale ma e’ il brutale tentativo di riaffermare le dinamiche di potere che vogliono un genere superiore agli altri. Questa violenza affonda le radici negli stereotipi di genere, nelle strutture etero-patriarcali, nelle asimmetrie di potere e nelle disuguaglianze strutturali ed istituzionali. La violenza non e’ solo fisica o verbale ma anche strutturale, prodotta dall’ organizzazione sociale stessa , dalle sue profonde diseguaglianze, che si traducono in abusi e sofferenze”.

Calandra ha poi ricordato le ultime violenze in Iran: ”dopo l’omicidio di Mahsa Amini si sono registrati oltre 400 morti, migliaia di persone ferite e oltre 17 mila arrestate. Ma le sanzioni, come quelle imposte dall’ Ue, non bastano e spesso non servono”. ”Tutta l’umanita’ – ha concluso la Presidente della Federazione degli ordini e delle professioni sanitarie – non puo’ piu’ tacere, non puo’ piu’ essere indifferente, non puo’ piu’ avere paura di denunciare la violenza di genere”.

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