Muoversi poco fa male, malissimo, non solo alla salute ma anche al portafoglio. Questi i risultati del nuovo rapporto congiunto di Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) e Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), in base all’ultimo sondaggio specifico dell’Eurobarometro. Il nome dell’indagine è  “Step Up! Tackling the Burden of Insufficient Physical Activity in Europe”, ovvero ”Forza/fatti avanti! Affrontare il peso dell’insufficiente attività fisica in Europa”. Sottolinea il report che, nell’Unione Europea c’è una percentuale pari al 45% di persone che non fa sport e neppure si muove. Eppure, sottolineano gli esperti Oms e Ocse, basterebbero solo 150 minuti a settimana (quasi 3 ore) per evitare lo spettro di tante malattie non trasmissibili, come disturbi cardiaci, respiratori, diabete, depressione, alcune tipologie oncologiche, con conseguenti morti premature. Tanto da far prevedere in tutta Europa qualcosa come 11,5 milioni di nuovi casi entro il 2050 e, per tutta la comunità europea, parecchi miliardi in spese sanitarie.

E a causa del Covid, tante sono le persone che si sono allontanate dalla pratica sportiva e dal movimento in generale. Per l’Osservatorio Eurobarometro, il 34% degli intervistati, proprio a causa della pandemia, si esercita meno rispetto al passato, mentre per un buon 18% il muoversi è stato ko. Il report dice anche che il nostro Paese, assieme a Germania e Francia, è quello che da qui al 2050 avrà una spesa sanitaria media di 1,3 miliardi di euro, proprio per insufficiente attività fisica. Ma non è appunto solo questione di salute (il che basterebbe da sola, ovviamente, a modificare il nostro atteggiamento relativo all’attività fisica): muoversi e fare sport potrebbe portare effetti positivi pure per l’economia nazionale. Per ogni euro investito in tal senso, ce ne sarebbero 1,7 di benefici economici. Sottolinea il report che, mettendo all’angolo l’inattività fisica, i diversi paesi dell’Unione Europea potrebbero risparmiare lo 0,6% del loro budget sanitario annuale. Oms e Ocse invitano la politica a studiare soluzioni per avvicinare o ri-avvicinare i cittadini allo sport, con programmi mirati, a partire dalla scuola e nei luoghi di lavoro, non dimenticando chi è in pensione. Sarebbe utile creare politiche per agevolare l’ingresso nei centri sportivi che ancora troppo spesso risultano parecchio costosi e prevedere strutture sportive capillari nel territorio, così che arrivarci non sia difficile pure dal punto di vista logistico, agendo inoltre sui trasporti e mettendo in atto corrette campagne di comunicazione e informazione.

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