Le lesioni periungueali possono rivelarsi molto pericolose se non trattate accuratamente.

L’apparato ungueale è una zona a rischio, se compromessa da lesioni, in quanto tra l’unghia e l’osso sottostante c’è uno strato di tessuto limitato; la formazione di un’infezione in questa zona può portare ad osteomielite e compromettere la salute del piede con conseguenze anche impreviste. Per esempio nel lavoro, nello sport, nelle attività quotidiane…

Come si manifesta l’onicocriptosi

L’onicocriptosi (onico=unghia; cripto=nascosto) o unghia incarnita è una delle lesioni dell’apparato ungueale più comune; è una patologia molto frequente soprattutto nei bambini, negli adolescenti, negli sportivi e durante la gravidanza.

Cosa non bisogna fare

Tra le conseguenze più comuni vi è un errato taglio dell’unghia, l’uso scorretto di calzature e calze, piccoli e grandi traumi. Si presenta con un’infiammazione del solco ungueale in cui il frammento di unghia si è incanalato. L’infiammazione può essere più o meno complessa con la possibile formazione di un granuloma, tessuto molto vascolarizzato e non innervato, che si presenta come un rigonfiamento, di colore rosso-violaceo, di parte del bordo peri-ungueale.

I sintomi dellonicocriptosi

Il paziente lamenta fastidio e dolore alla pressione, durante il cammino e l’attività sportiva e a volte nell’indossare le calzature.

La terapia

La terapia podologica può essere di tipo conservativo e riabilitativo o con modifica permanente dell’apparato ungueale tramite cauterizzazione chimica della matrice. Nel primo caso, dopo aver effettuato il consiste il taglio longitudinale e obliquo della lamina ungueale per togliere lo sperone di unghia incarnita, si procede con medicazioni appropriate per portare a guarigione la lesione. Una volta che la lesione è chiusa, si prosegue con un percorso riabilitativo della lamina, che può prevedere il ripristino dell’unghia, attraverso una resina medicale, o una sua rieducazione morfologica e funzionale, attraverso degli apparecchi locati direttamente sulla lamina. Questi passaggi successivi garantiranno la corretta fuoriuscita dell’unghia durante la crescita.

Il secondo caso, dopo aver rimosso la porzione dell’unghia, prevede una cauterizzazione chimica della zona matricale interessata, attraverso l’acido fenico. Il fenolo applicato andrà ad agire per inibire e fermare la crescita delle cellule ungueali nella zona interessata dal trattamento. La scelta tra un trattamento e l’altro avviene a seguito di esame obiettivo del piede e dell’apparato ungueale.

In entrambi i casi la compliance operatore-paziente e la scelta della medicazione adeguata sono fondamentali per la buona riuscita dell’intervento.

In alcuni casi di onicocriptosi è possibile l’utilizzo della terapia laser sia per effetti terapeutici nella gestione della lesione post intervento che per la gestione del granuloma.

Come prevenire l’onicocriptosi

Nella prevenzione delle lesioni ungueali, sicuramente il taglio dell’unghia è tra i primi aspetti da valutare: questa deve essere né troppo lunga né troppo corta, il taglio deve essere fatto in modo lineare e squadrato, devono essere mantenuti gli angoli dell’unghia e rispettata la fisiologia dell’apparato ungueale. Inoltre non c’è da sottovalutare la scelta della calzatura la cui lunghezza non deve essere mai precisa ma sempre più lunga, la tomaia deve essere comoda senza comprimere il piede e le unghie. Le calze e i calzini non devono essere eccessivamente tirati per lasciare libertà di movimento alle dita.

È bene ricordarsi che quando ci si trova davanti ad un problema, qualunque esso sia, inerente l’apparato ungueale bisogna rivolgersi al Podologo specializzato nella Cura delle Onicopatie che saprà indicare il percorso terapeutico più adatto da seguire.

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