Il Covid, tra i suoi tanti aspetti ancora non perfettamente conosciuti, mette in primo piano anche il Long Covid, ovvero quei disturbi che in alcune persone colpite dal coronavirus rimangono davvero per tanto tempo, oltre 12 settimane dalla fase acuta della malattia.

Mancano ancora informazioni su perché questo accada: se lo è chiesto la rivista Science, in cui un gruppo di scienziati si interroga su come risolvere quello che è stato chiamato “il puzzle Long Covid”, soprattutto con l’arrivo di tante varianti nel corso degli ultimi 4 anni. E anche L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di parlarne, indicando ufficialmente la situazione come post Covid-19 condition.

In pratica, questo non permette alle persone coinvolte di ritornare a una vita come quella precedente all’infezione. Per gli esperti le stime condivise riguarderebbero una percentuale di circa il 10/20% tra coloro che hanno contratto il Covid da cui non riescono proprio a liberarsi. Facendo i conti, in base ai numeri relativi a chi si è ammalato di coronavirus in Italia, i dati indicano oltre 25 milioni di persone, il long Covid riguarderebbe una buona fetta di popolazione, tra i 2,5 e i 5 milioni.

Certo, è vero che ci si è vaccinato soffre meno di questa situazione (non è esente però), ma è anche vero che il long Covid colpisce tutti, di ogni età e genere, e quelli che sono stati soggetti alla malattia in forma grave. Però con qualche distinguo. Sembra che ci sia una correlazione tra i sintomi e le donne, chi ha un’età avanzata, chi è obeso o sovrappeso, chi è stato ospedalizzato per Covid-19.

A dicembre 2023, l’Istituto superiore di Sanità ha iniziato a raccogliere i dati in merito ai sintomi, oltre 200, nel progetto Long-CoVID (i risultati ci saranno il prossimo maggio). Tra questi: fatica persistente, stanchezza eccessiva, debolezza muscolare, dolori diffusi e peggioramento dello stato di salute percepito, mancanza di fiato, tosse persistente, diminuzione della capacità di espansione della gabbia toracica. E ancora. Senso di oppressione e dolore al petto, tachicardia e palpitazioni al minimo sforzo, aritmie e variazione della pressione arteriosa

Per risolvere, servono terapie personalizzate, come integratori che limitano lo stress ossidativo. Ma si è in attesa di trovare diagnosi a tutto tondo per stoppare il meccanismo che non fa uscire dal Covid e quindi soluzioni reali che possano migliorare la qualità della vita.

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