Ospitiamo un intervento dell’organizzazione sindacale degli Oss in vista della Giornata nazionale dell’Operatore sociosanitario (29 maggio), una delle figure professionali di cui si parla meno ma che più sono prezioso fondamento a qualsiasi struttura si occupi della salute degli altri.

Senza gli oss non c’è prossimità territoriale e l’assistenza al paziente rischia di essere abbandonata. 

Nel nostro Paese tutte le amministrazioni pubbliche sono chiamate a promuovere l’attenzione e l’informazione sul tema della sicurezza delle cure e della persona assistita, nell’ambito delle rispettive competenze e attraverso idonee iniziative di comunicazione e sensibilizzazione. 

Il ruolo che corrisponde a questa figura professionale nell’assistenza alla persona sofferente è di fondamentale importanza in ambito socio-sanitario e lo spirito di abnegazione con la quale è dedita alla centralità del benessere del paziente in ambito sia ospedaliero che privato e domiciliare.” La #CONNESSIONE tra paziente e gli Oss deve poter fruire verso modelli organizzativi di aggregazione funzionale che riguarda l’assistenza primaria, la continuità assistenziale, le esperienze di cura domiciliari e in ambienti protetti, le diverse forme di promozione e prevenzione realizzati con il coinvolgimento di differenti professionalità. 

Domiciliarità – Sostegno alla fragilità – Prevenzione – Strumenti innovativi devono caratterizzare le performance degli Operatori Socio Sanitari, non in “supporto”, ma in sinergia con tutte le professioni sanitarie. E in questo il PNRR gioca un ruolo fondamentale per la realizzazione della rete assistenziale capillarizzando strutture su ogni fronte nazionale. Ma la formazione resta nell’incertezza per questa categoria professionale, gli standard formativi devono essere equiparati a quella europea e omogeneizzata su tutto il territorio nazionale.”

Nella foto Antonio Squarcella Segretario Nazionale SHC      

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